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PINKTERVIEW: INTERVISTA A PAULA BEGOUN

16 Giugno 2022
intervista paula begoun

PINKTERVIEW: PAULA BEGOUN

Quando a scuola, durante le lezioni di inglese, ci insegnarono i phrasal verbs, ce n’è uno che mi è sempre rimasto impresso ed è “look up to”, che significa “ammirare qualcuno”.

Mi piace “look up to”, perché letteralmente vuol dire “guardarlo dal basso verso l’alto”, come se tu fossi una bambina piccola e avessi di fronte la persona che vuoi diventare da grande.

Ecco, Paula Begoun è la persona che vorrei diventare “da grande”. Se me lo avessero chiesto qualche anno fa probabilmente avrei risposto Jane Fonda, ma da quando ho conosciuto Paula ho scoperto una persona così franca, fiera, tenace e appassionata che il suo modo di affrontare la vita e l’imprenditoria femminile sono diventate una vera ispirazione per me, sia professionalmente che personalmente.

Paula Begoun è non solo la fondatrice del famosissimo marchio di skincare Paula’s Choice – ad oggi nella mia top 3 dei miei brand preferiti al mondo – ma anche di Beautypedia, il primo portale online al mondo che si è interessato di recensioni reali sui cosmetici ed i loro effetti.

È per questo che questa pinkTERVIEW mi è molto a cuore. Ma non solo: per festeggiare insieme il mese del Pride, Paula’s Choice mi ha scelta come volto italiano per il loro sito (https://www.paulaschoice-eu.com/pride), affinché la mia storia e quella di altri 3 influencer LGBTQI+ potessero ispirare le nuove generazioni a celebrare l’arte di essere se stessi.

“50 sfumature di pelle” è il concept che ho creato per celebrare insieme a Paula’s Choice il mese del pride. Essendo una consulente di immagine, ho voluto rappresentare – attraverso gli abiti – tutte le diverse tonalità e texture che la nostra pelle può avere: beige, cacao, olivastra, rosata, lucida, granulosa, liscia e via dicendo. Perché la nostra pelle è unica, proprio come noi.

In questo articolo, quindi, troverete anche alcune delle foto che ho scattato per questo progetto! Spero vi piacciano!

Ciao Paula e bentrovata! Essendo questo il mese del Pride, qual è la cosa che ti rende più orgogliosa nella tua vita?

Sai, il mio ufficio stampa mi aveva già avvertita che ci sarebbe stata questa domanda, e da allora non ho fatto altro che pensarci! È una domanda molto difficile a cui rispondere, perché ormai ho quasi 70 anni e nella mia vita ho fatto moltissime cose che mi hanno resa orgogliosa!

Professionalmente parlando, penso che quello che ho fatto nel mondo del beauty, quello che ho fatto con Paula’s Choice e quello che ho fatto con i miei libri abbiano avuto un impatto enorme nello sfatare molti miti e luoghi comuni sulla bellezza e la skincare. Non mi aspettavo tutto questo successo incredibile: non era nei miei piani di diventare una guru globale di cosmesi, volevo solo fare quello che amavo e pagarmi l’affitto! Ma tutto questo si è trasformato in una realtà così grande e meravigliosa che non posso che sentirmi orgogliosa e grata per tutto questo!

Credi che essere una donna ti abbia svantaggiato in qualche modo nel mondo del business?

Penso che oggi come oggi per molte donne nel mondo degli affari sia veramente difficile farsi strada.

Ora sono un’imprenditrice da oltre 40 anni, non ho mai chiesto soldi a nessuno per aprire la mia società e quindi avendo fatto tutto da sola non mi sono mai dovuta sottomettere a nessuno o affrontare cose simili. Ma se nella mia azienda qualcuno era sospetto di molestie sessuali o discriminazioni, veniva immediatamente allontanato (cito testualmente: “They were gone. They were fucking gone!”).

Quando ad un certo punto ho scelto di vendere l’azienda ed altre persone sono state coinvolte, il testosterone e la competizione maschile sono subentrate in qualche modo nell’azienda, ma ormai mi ero già fatta le ossa. Non mi occupavo più di amministrazione, ma di ricerche, di formulazioni, di libri. Credo che grazie il modo in cui ho deciso di impostare la mia azienda e grazie alle persone di cui mi sono circondata, alcuni bias sui sessi sono sempre stati lontani dalla mia visione. Sono comunque dell’idea che gli estrogeni rendano il mondo migliore, no? Ok, forse questa era una cosa sessista da dire che offenderà molti uomini, ma chissenefrega (ride) 😀

Essendo una consulente di immagine, vorrei sapere quanto secondo te il nostro look conti nel mondo del business oggi?

Ti rispondo con due modi di dire in cui credo molto. Il primo, è che non hai una seconda occasione per fare una buona prima impressione. Il secondo è una frase della poetessa Maya Angelou, che recita: “Quando le persone ti mostrano chi sono realmente, credigli subito”.

Certo, c’è chi dice “Io ho il diritto di vestirmi come voglio” ed è vero; ma allo stesso modo anche io ho il diritto di reagire ad un determinato look come voglio. E quindi se ti presenti in un certo modo al mondo per sentirti “trendy” o “sexy” o non so cosa, dovresti considerare l’impatto che il tuo modo di vestire può avere su persone diverse da te. Dovremmo chiederci sempre quanto vogliamo essere presi sul serio, e come vorremmo che le persone ci trattassero. La nostra immagine è una di quelle cose su cui possiamo avere pieno controllo, e perciò non dovremmo trascurarla o lasciarla al caso.

enrica scielzo paula's choice

Sei l’unica persona nel mondo della skincare che parla apertamente di aver fatto lifting. È una cosa che apprezzo tantissimo, perché molti fanno passare il messaggio che si può arrivare a 70 con un viso giovanissimo solo grazie ad una crema antirughe…

Io so cosa può fare la skincare. Fin dove riesce a spingersi. E so cosa la gente ammira nella mia pelle da 68enne. Ma non voglio che la gente creda che utilizzare solo i miei prodotti ti faccia diventare così. Parte di quello che la gente ammira nella giovinezza del mio volto è dovuta a processi chirurgici, e non lo nascondo! Non dico che tutti dovremmo fare lifiting o filler o botox o quello che sia, ma non sopporto quando le persone mentono dicendo che non si sono mai fatti niente e tutto è frutto solo di una buona cura della pelle. Stronzate! Quindi ci tengo solo ad essere chiara e franca: una buona skincare può fare tantissimo e migliorare davvero la qualità della pelle, ma c’è un punto in cui la skincare finisce e comincia la chirurgia. Non c’è niente di male, non mi piace mentire e vivo secondo il principio di “non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te”.

enrica scielzo paula's choice

Domanda forse banale ma dovuta: cosa possiamo aspettarci da Paula’s Choice nel futuro? Stai lavorando a qualche nuovo prodotto?

Purtroppo non sono più autorizzata a parlare dei nuovi prodotti, perché di solito mi faccio prendere troppo dall’entusiasmo e capita che per problemi di laboratorio o di formulazioni non riusciamo a lanciare quel determinato prodotto e la gente ci rimane male. Non sempre sono scelte aziendali, ci sono fattori che non dipendono da noi nei lanci, quindi il team mi ha proibito di dare spoiler (ride).

In effetti non avevo mai pensato a questa cosa, ma ha assolutamente senso! A me comunque piacerebbe un packaging rosa nel futuro, la butto lì! 😀

Ahahah vedremo cosa si può fare! A proposito, adoro il nome della tua rubrica PINKterviews! Trovo sia molto intelligente e positivo! Complimenti!

Grazie mille Paula, sono onorata! Prima di lasciarti andare, ho un’ultima domanda che non posso non farti: perché l’ombretto blu è ancora legale?

Ahahah ! è buffo che tu me lo chieda, perché quando è uscito il mio libro “Blue eyeshadow should be illegal” la gente credeva che il titolo volesse insinuare che il pigmento blu degli ombretti fosse tossico o nocivo! Le informazioni che venivano date alle donne a quei tempi erano folli! Mettevano ai banconi persone che fino alla settimana prima vendevano scarpe, e non sapevano assolutamente nulla di cosmesi. Io sono stata addirittura licenziata da un cosmetic counter per aver litigato con una mia responsabile su alcune idiozie che ci facevano dire alle clienti pur di vendere. E ho pensato che la popolarità che gli ombretti azzurri avevano a quei tempi per la vita di tutti i giorni era bizzarra, perché nei magazine di moda nessuna modella indossava ombretti azzurri. Quindi mi chiedevo: cosa sta succedendo? Perché la gente compra ombretti azzurri se nessuno parla? Cosa consigliano gli addetti alle vendite?

Gli ombretti azzurri per me erano diventati emblematici di quello che accadeva nelle profumerie, che sembravano vivere di regole a sé stanti che non vigevano nel resto del mondo. Questo mi ha spinta a cercare di capire cosa c’era che non andava e che tipo di storie e falsi miti i venditori propinavano alle loro clienti! Da lì possiamo dire che è nata la mia fama di “cosmetics cop”, ovvero di poliziotto della cosmesi. Il resto è storia…

Grazie mille Paula! Per me è stato un onore passare del tempo con te!

Grazie a te per tutto l’amore ed il supporto che dimostri costantemente nei confronti miei e del mio brand, per me è un onore! Arrivederci (in italiano).

enrica scielzo paula's choice
  • Rispondi
    haystack
    20 Giugno 2022 a 09:44

    Your stʏle is vеry unique compared to other folks I have read stuff from.
    Thanks for poѕting when you’ve got the opⲣortunity, Guess I’ll just bookmark this blog.

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