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BOA MADRE: LA NUOVA FRAGRANZA DI CRISTIAN CAVAGNA

11 Novembre 2021
boa madre

A cosa pensate quando dico “boa”? A piume di struzzo, o pelle di serpente?

O ancora, al segnale che trovate a mare e che vi dice “Dopo di me, comincia il pericolo?”.

Il boa è questo: nascita e distruzione, vita e morte, in un cerchio che si ripete. Come Uroboro, il serpente che si morde la coda.

Boa Madre Cristian Cavagna
Enrica Scielzo

Boa Madre è la seconda tappa nel cammino di Cristian Cavagna nel mondo delle tuberose: una sfaccettatura più matura rispetto alla sua prima fragranza, Musa Paradisiaca, con la quale condivide le note madri.

Ancor prima che del profumo, mi sono innamorata del nome: Boa Madre è melodioso, intimo, familiare. Sembra quasi portoghese, e porta con sé un qualcosa di sacro, di solenne. Come se la “boa madre” – la “madre buona” – fosse una divinità femminile adorata da una tribù indigena o una Madonna nera, un po’ santa e un po’ mamma.

BOA MADRE

Per me, Boa Madre è una ragazza degli anni ’30, coi guanti lunghi e i capelli arricciati, che balla il charleston in uno speakeasy clandestino. Le note robuste mi richiamano alla mente sedute in cuoio e tappezzeria impregnata di fumo, una coppa Martini in una mano e un elegante bocchino di bachelite nell’altra. Una donna sicuramente diversa dalla sorella Musa: più spigliata, più matura e sicura di sé, una femme fatale che non ha paura di sfidare gli uomini con il suo profumo sfacciato, la sua bocca a cuore sapientemente disegnata e i suoi modi ipnotici e sensuali.

Se Musa Paradisiaca era la primadonna che ama attirare gli sguardi su di sé, Boa Madre è l’antagonista che irrompe in scena per creare scompiglio e rendere la vita difficile a tutti. È la cattiva Disney, è Crudelia de Mon impellicciata nel suo soprabito di fur bianco con frange di piume nere. Ribelle e irresistibile, con quel pizzico di follia che non può mancare in ogni villain che si rispetti.

LA PIRAMIDE OLFATTIVA

Un chypre floreale che racchiude al suo interno molti elementi contrastanti, in un jus in cui gli ingredienti sembrano rincorrersi per emergere ora uno, ora l’altro.

Una lacrima dell’oud più raro e prezioso, un ingrediente estremamente di tendenza nella profumeria di nicchia attuale Stavolta non è protagonista ma attore di sfondo, come in un film di gangster ambientato nella vecchia Chicago.

Un tocco di cuoio, quello di una borsa nuova di zecca o di un paio di scarpe su misura solide e indistruttibili.

E, ovviamente, l’immancabile tuberosa, protagonista di tutta la collezione “La tuberosa secondo me” di Cavagna, che declina in 7 modi differenti il fiore bianco per eccellenza. Un po’ come una camicia bianca, che si abbina a tanti capi diversi per creare infiniti look.

La matrice è la stessa di Musa Paradisiaca, ma chi ama le note più selvatiche incontrerà in questo flacone una tuberosa più strafottente e maschile. Se con la prima fragranza ci trovavamo in una foresta tropicale, adesso nel quadro si inseriscono nuovi elementi e nuovi personaggi: alla flora si aggiunge la fauna, ricreata con le note di zibetto, ambretta e castoreo. Ed ecco che arriva il serpente che, strisciando, cambia la pelle e si trasforma, sinuoso e letale. Lo struzzo, invece, corre sfoggiando il suo plumage, smuovendo la terra umida di odori nuovi e animali.

Boa Madre Cristian Cavagna
Boa Madre Cristian Cavagna

IL SILLAGE

Boa Madre è Fred e Ginger che ballano in un passo a due irresistibile, da cui è impossibile distogliere lo sguardo. Le scarpe da tip tap che battono sul pavimento riecheggiano come tamburi nella foresta, mentre le lunghe collane di perle che tintinnano ad ogni movimento tra le frange del vestito alla garçonne.

Un profumo da Grande Gatsby, tra giochi d’azzardo e specchi fumé.

Se possibile ha una persistenza ancora più forte e duratura di Musa: sulla mia pelle dura più di 24 H (provare per credere), mentre sui vestiti permane davvero per giorni e giorni!

Se amate i profumi leggeri, commerciali, ariosi, Boa Madre è tutto l’opposto. È sicuramente una fragranza elegante, unisex, che personalmente mi ha conquistata da subito e – per alcuni versi – mi è piaciuta anche più di Musa. Baby’s got a temper. La ragazza ha carattere. Quel quid in più, le note animaliche e cuoiate che spezzano quelle floreali, rendono la tuberosa meno pretenziosa e più prêt-à-porter.

Come un serpente che cambia la pelle e si rinnova, quello che rimane è l’essenza: la tuberosa.

Un profumo che sa come farsi notare ma, soprattutto, sa come farsi ricordare.

Boa Madre Cristian Cavagna

Art director:
Enrica Scielzo

Photo: Gian Marco Memoli

Location: The Black Monday Speakeasy

Jewels: Maria e Luisa Jewels thanks to Chicca Collezioni

Makeup + styling: Enrica Scielzo

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